alla ricerca del Mito

Era una notte buia ma per fortuna non tempestosa, quando due poveri giovani, affamati dopo la lunga giornata passata nel regno dell’ozio, decisero di avventurarsi per le vie della tentacolare metropoli, alla ricerca di cibo…

Ma non era un cibo normale quello ricercato dai nostri giovani eroi, essi non agognavano un normale desco fatto di paste e carni, di fritture e insalata, no no… essi cercavano un cibo prelibato e molto prezioso, forgiato dalle abili mani del popolo dei piccoli ometti dagli occhi a mandorla maestri nell’antica arte della lama, artigiani dell’arte culinaria… essi cercavano il mitico SUSHI !

Seguendo il sentiero più battuto si addentrarono nella città millenaria e il loro percorso fu lungo … molto lungo… e tortuoso.

Decine furono le soste che dovettero fare alla ricerca dal mitico cibo, essi seguivano le indicazioni che gli venivano da un’antica mappa la quale si diceva portasse ai siti ove l’antico popolo dei piccoli ometti dagli occhi a mandorla forgia con sapiente pazienza il mito.

Armati perciò della mappa conosciuta in tutte le terre emerse come pappamondo viaggiarono, viaggiarono e viaggiarono ancora … raggiunsero splendidi luoghi dai nomi esotici ed impronunciabili… Sushi Koboo, Fujii, Endo, Kioto, Origami e mille altri… ma vano fu ogni loro tentativo.

In ogni luogo raggiunto l’unica cosa che trovarono furono i portoni serrati, le murate silenziose, i siti abbandonati come fortezze fantasma.

Oramai stremati dalla ricerca, dopo aver circumnavigato il cuore della metropoli, oramai ridotti pelle e ossa si diressero dove ogni cittadino può trovare conforto e può essere rifocillato… la loro nuova destinazione i Canali della metropoli, dove ogni sorta di razza umana e non vi è rappresentata, una sorta di porto di mare dove genti di ogni parte transitano, si cibano, si dissetano e confabulano.

Mille lingue si odono passeggiando tra i Canali e Mille cibi si possono gustare… tranne chiaramente il più prezioso.

Come detto i nostri eroi si arresero e si accontentarono di fermarsi in una locanda per far capolino su della semplice e vil carne alla brace.

Sazi e satolli nel corpo tornarono a casa vuoti e affamati nello spirito!

Tratto Da Cronache di una Città Fantasma

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9 pensieri su “alla ricerca del Mito

  1. Bello l\’incipit… chissà chi è stata la tua musa!!!! XD
     
    Comunque, mi hai angosciata… io DEVO mangiare giappo fuori sia mercoledì sia giovedì sera… e l\’idea di non trovare neppure il più squallido sushi bar aperto mi fa già venire voglia di piangere!!!!
    Ah, il mio kaitenzuzhi preferito di Kyoto… sempre aperto… quanto mi manca!!!! http://www.sushinomusashi.com/omise/omise.html
     
    Tichan

  2. Carino il filmato!!!
    Chissà da dove viene… il testo dell\’originale è giapponese, ma i sottotitoli aggiunti sono in cinese… piccole vendette fra occhi a mandorla? XD
    Comunque, avete visto che carini i bagni pubblici giapponesi in stile orientale? Obbligatorio usarli da accosciati!
    Forse saranno meno esotici, ma io preferivo quelli in stile occidentale, con il computer di bordo che se volevi suonava anche le canzoncine per coprire eventuali "rumori molesti"!! ^___^
     
    Ghgh… NIHON GA SUKI DA YO!!!!!
     

  3. Giusto ieri sera al TG3 hanno fatto vedere un servizio sulla "Chinatown" di Milano, sempre aperta, anche ad agosto… a saperlo prima, ti saresti potuto avventurare lì, alla ricerca di un ristorante aperto…
    C\’è un giapponese – gestito da cinesi, ovvio, come la maggior parte qui a Milano… – niente male, in via Paolo Sarpi!!
     
    Ja mata ne!
       Tichan

  4. forse non mi sono spiegato bene…… ERANO CHIUSI !!! …. pure quelli in PAOLO SARPI!!! MALEDETTI PICCOLI OMETTI DAGLI OCCHI A MANDORLAAAAAaaaaa…. :\'( ecco adesso mi hai fatto tornare la tristezza per non aver trovato nulla di nulla … uffa!

  5. Ho apprezzato moltissimo il tuo commento sul mio post dedicato ad Eugenio e Maurizio. Sono fiero di loro e sono felice che Tu abbia condiviso indirettamente i miei sentimenti e il mio stato d\’animo. Sembriamo dei duri ma dentro siamo teneroni. Grazie anche e soprattutto per il breve ma importante spezzone di letteratura denso di significato. Grazie davvero!
     

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