Une Nuit avec le Diable

… sono le cinque di mattina quando qualcuno bussa insistentemente!
Amar brontolando si avvia al suo ingresso. I colpi sferrati alla sua porta rimbombano nel corridoio.
–         “… ma chi cavolo è a quest’ora di notte? Sarà qualche stupido tossico che sbaglia la porta di casa come al solito?” si chiede mentre afferra una mazza da baseball poggiata vicino alla porta blindata.

Con una mano apre la porta mentre con l’altra brandisce la mazza a mezz’aria pronto a sferrare un colpo.
Lo spettacolo che gli si presta innanzi va ben lungi da quanto potesse aspettarsi. Benjamin, il suo vicino di casa del secondo piano, si trova lì davanti a lui completamente nudo e con le mani sporche di sangue.
Amar a bocca aperta ascolta il suo vicino che letteralmente gli vomita addosso una spiegazione:
–         “Amar! Amar! Dammi una mano tu ti prego… ho bisogno di vestiti! Quella stupida di mia moglie e delle sue sorelle mi hanno chiuso fuori di casa! Sono impazzite te lo giuro! Aiutami Amar sto gelando”.

Intontito dal sonno, da quella allucinogena visione e stordito dalle parole di Benjamin, Amar corre in camera raccoglie dall’armadio un paio di pantaloni e li porta rapidamente all’uomo infreddolito sulla porta.

Benjamin lo ringrazia farfugliando qualcosa mentre con una gamba infilata nei pantaloni saltella verso le scale sparendo al piano superiore.
Amar confuso, chiude la porta e torna verso la sua camera da letto ma si sofferma un attimo “Cristo ma quel sangue? Meglio chiamare la Polizia!” pensa mentre già si dirige al telefono.

Pochi minuti dopo le sirene di una pattuglia della Gendarmerie squarciano il silenzio della notte, le luci delle finestre del palazzo si accendono casualmente formando un patchwork di differenti colori.
Amar seduto in cucina sta sorseggiando un caffè raccontando al figlio Hadouch quello che è accaduto con Benjamin quando, si zittisce sentendo i poliziotti salire le scale rumorosamente e bussare alla sua porta.

–         “Buona sera, ci risulta una chiamata da questa abitazione che indicava un possibile reato famigliare” l’uomo in uniforme pone la domanda ad Amar con fare serio e svogliato, dietro di lui un secondo poliziotto si guarda attorno distrattamente.
–         “Si sono stato io a chiamarvi. Una decina di minuti fa è sceso il mio vicino, il signor Benjamin, che abita al secondo piano, era nudo e con le mani insanguinate.”

A questo punto il volto dei poliziotti cambia drasticamente! Estraggono le pistole e con fare gentile chiedono ad Amar:
–         “Potrebbe indicarci l’abitazione di questo signor Benjamin?”

I minuti successivi lasciano Amar in completo stato confusionale. Tutto successe molto rapidamente… la salita delle scale insieme ai due poliziotti, i colpi alla porta di Benjamin e le grida che se ne sentivano dall’interno “Il Diavolo! Il Diavolo! Che Dio ci aiuti!”, il suono gracchiante della radio della polizia alla richiesta di rinforzi da parte dei due agenti, nuovi colpi alla pesante porta, altre sirene, ancora urla “Ti prego noooo! Gesù Gesù Gesù!”, poliziotti, la porta che si spacca, le urla dei bambini e poi l’irruzione e la sconcertante scena che ne seguì.

Qualche ora più tardi in ospedale, Amar come un’ebete fissava il muro davanti al letto su cui era seduto. Yasmina la moglie accanto a lui gli accarezzava i capelli, Hadouch in piedi sull’uscio della stanza parlava con un ispettore:
–         “… le ripeto Ispettore, Benjamin lo conosco da quando andavamo a scuola insieme, non ha mai dato segni di squilibrio e non ha mai messo le mani addosso alla moglie, ai suoi figli o ai suoi parenti”.

L’uomo scuote il capo mentre tira fuori un pacchetto dal taschino della giacca, prende una sigarette che si porta alla bocca e fa per accenderla quando un’infermiera che passava in quel momento si ferma, lo fulmina con gli occhi e lui scusandosi con un gesto del capo rimette il tutto nel taschino.

–         “ehm. Mi scusi, dicevamo? … Ah sì, il Signor Benjamin secondo lei non è un soggetto violento. Mmm bene e cosa mi dice delle droghe? Pensa che ne girassero in quella casa? In fondo il vostro quartiere lo conosciamo bene!” Ammicca ad Hadouch.
–         “No guardi, signor Ispettore, non è come può sembrare, sono certo che Benjamin o la sua famiglia non  siano tipi da canne, glielo assicuro!” asserisce Hadouch “lo sa, noi abbiamo un bar nel quartiere e li conosciamo quelli che intende lei”.
–         “Sarà, ma questa storia del demonio non è normale” scuote il capo e scruta Hadouch con insistenza, come a scoprirne le eventuali bugie.
–         “Guardi non saprei dirle di più” continua Hadouch, poi indicando suo padre Amar dice: “Guardi mio padre! Le sembra forse che si potesse aspettare quello che è successo? Undici persone… No dico undici persone tra adulti e bambini che si gettano nel vuoto gridando di vedere il diavolo in Benjamin? Le sembra che se sapessimo qualcosa non glielo diremmo? Noi lì ci viviamo sà!”.
–         “Va beh, va beh, adesso torni da suo padre, ne riparleremo fra qualche giorno quando si sarà ripreso. Magari potrà dirci qualcosa e dare un senso a questa pazzia. Vada ora” lo invita l’ispettore che senza salutare si allontana.
Hadouch così raggiunge sua madre e si siede accanto a loro, pensando che forse suo padre veramente potrà spiegargli quello che neanche lui riesce a credere.

Liberamente ispirato da un fatto di cronaca:
l’articolo in Italiano da RaiNews24
l’articolo in francese dal Le Parisien

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