La mia vita da Mediano

Questo articolo l’avevo preparato ma non pubblicato, perchè mi deprime pensare di avere passato la boa dei 40…

Di cose ne ho fatte un sacco, non tantissime ma molte, il fatto è che mi piace cambiare spesso, mi piace provare, mettermi in gioco, ed una volta che so che posso farcela in un determinato sport, lavoro o attività, beh allora la cambio e ricomincio con qualcos’altro.

Utilizzando una terminologia che va tanto di modo nel mio ufficio potrei dire che oggi ho un Meeting per il SAL del project MyLife 4.0, Agenda: Stato Avanzamento Lavori:

  • punto a) consolidamento step 1 primi 14.600 gg/u pianificati,
  • punto b) step 2 pianificazione interventi Manutenzione, Disaster Recovey e Rollback plan …

e già… sono qui a fare il punto della situazione dopo quarantanni di vita.

Dei primi non ricordo nulla in particolare, per cui li devo aver vissuti proprio bene, coccolato e riverito da tutta la famiglia, giocattoli non me ne sono mancati, mangiare e bere neppure, orecchioni e morbillo fatti, insomma una gran bella infanzia!

Intorno ai 7 anni primo grosso trauma, trasferimento da Manfredonia a Milano… una botta… ti saluto il mare e la serenità del sud, che per un bambino sono il massimo.

Nuovi amici, nuovo quartiere, nuove abitudini, alla fine in cortile a giocare con i milanesi torna il buon umore, in fondo non serve tanto ad un bambino per essere felice.

Passa un anno è BAM nuovo trasloco… dopo aver perso il mare non fa più ne freddo ne caldo spostarsi quindi stavolta nessun colpo…

Nuovi amici, nuovo quartiere, nuove abitudini, alla fine in cortile a giocare con i milanesi torna il buon umore, in fondo non serve tanto ad un bambino per essere felice (…e due).

Stavolta ci rimaniamo nella nuova casa, i ricordi vanno dalle interminabili partite con portiere volante fatte nel cortile del condominio, ai giri in bici con la carta da gioco tra i raggi bloccata con la molletta per far casino (che simpaticoni), ai bussolotti con gli spilli tirati ai sederi delle signore che inavvertitamente andavano a prendere pane, latte e sigarette nei negosi di fronte alle nostre postazioni (sempre il cortile del condominio).
Ricordo ancora quando più grandicelli fregavamo, il pomeriggio d’estate, la frutta da un camion parcheggiato vicino al condomio… finchè un giorno il proprietario (poveretto) c’ha sgamato… maaaamma quanto abbiamo corso, non oso pensare se ci avesse pigliato, erano settimane che ci facevamo merenda io e altri 4 o 5 amici.

Arrivano gli “anni della stupidera” come li chiamava mio papà, ora si dice teenager, i primi amori non ricambiati, gli scherzi, lo studio, la pallavolo, il nuoto, il karate, i primi video game con il mitico Commodore 64 e le ore a fargli caricare i giochi da una cassetta… se penso che oggi ritengo inaccettabile aspettare più di 30 secondi quanco clicco sul pc!

Patente, prima auto e mi cambia la vita! Dopo diversi giri in concessionari e rivenditori finalmente vengo scelto da una A112 Nera modello Elite, interni bianchi, autoradio estraibile (con sportellino coprifrontalino un lusso da pochi), deflettori e finestrini a maniglia… Tutto fiero e tronfio ad una settimana dall’esame porto la mamma a fare shopping in centro. Largo Augusto, semaforo rosso, io fermo, davanti a me una Audi 80… d’improvviso sento un’accellerata incredibile, poi il suono di una frenata secca, il fischio delle gomme che stridono sull’asfalto, d’istinto affondo il piede sul freno anche se sono fermo, guardo nello specchietto e una macchia blu si allarga all’improvviso alle mie spalle e BOOM… una pantera della polizia mi tampona in pieno ed io vado a tamponare l’Audi davanti a me. Danni al paraurti posteriore mio e portellone del cassone inapribile all’Audi… escono i vigili (Comando Beccaria a 500 metri in linea d’aria): “patente e libretto”, “no guardi la patente me la devono ancora consegnare ho il foglio rosa timbrato”, “… eh no senza patente c’è il sequestro del mezzo” … esce il carro attrezzi e mi portano via l’auto… a piedi vado al comando, parlo con il superiore dell’agente che … fulmina l’agente con un’occhiata tipo “dopo io e te ne parliamo” e… mi ridà l’auto visto che era il Ministero Trasporti a non avermi consegnato un documento che avevo diritto di avere… da quel giorno la mia A112 divenne HIGHLANDER l’immortale.

Studio come un matto per la Maturità, la passo, parto per il Militare, nuovi amici, nuove città, nuove abitudini, alla fine in ufficio di battaglione a giocare con i militari torna il buon umore, in fondo non serve tanto ad un ragazzo per essere felice (…e tre).

Devo dire che il periodo tra i 20 ed i 29 è stato tutto sommato sereno, ho conosciuto amici nuovi, ho perso amici vecchi, ho scoperto che persone che chiamavo amici alla fine non lo erano, ho ricevuto aiuto insperato da persone che non credevo fossero veri amici, alla fine è stato un ricco periodo di divertimento e soddisfazioni, di amori leggeri e di amore serio.

Il lavoro si è barcamenato tra alti e bassi ma alla fine non mi lamento, sono passato da programmatore a venditore immobiliare, da addetto reparto tecnologico in un grande magazzino a quasi tassista finchè non ho ricominciato a programmare.
Sono stato fedele alle aziende dove ho lavorato, dove sono rimasto alcuni anni prima di decidere di passare ad altro, sempre per migliorare la posizione fortunatamente e mai per cause di forza maggiore.

Alla soglia dei 30 ricevetti una sberla notevole, un botto tipo quello dell’abbandono del mare (vi ricordate? quello da bambino!)… mi resi conto che con la mia compagna di allora le cose non andavano proprio bene bene bene e quindi di comune accordo ci mollammo… che mazzata però… sette anni che si accartocciavano in un addio, in un “pensiamoci su”, come in un tamponamento, pochi istanti prima non ci pensi che possa succederti qualcosa di brutto, poi quel momento in cui “senti” che sta per accadere qualcosa ma non sai cosa, ti guardi attorno alla ricerca del pericolo e… BOOM!

Ed ecco che mi trovavo al primo giro di boa… i 30… con una vita sentimentale da ricostruire, il morale sotto i piedi ma per fortuna con il solito zoccolo duro d’amici che mi faceva da scudo (Ah la Famigghia!)
Tutto accadeva in concomitanza con il cambio di posto di lavoro per cui in uno strano parallelismo mi ritrovavo come quando traslocai e partii milite …. nuovi amici, nuovo quartiere, nuove abitudini, alla fine in ufficio a scherzare con i colleghi torna il buon umore, in fondo non serve tanto ad un uomo per essere felice (…e quattro).

Iniziò il periodo del nuovo sport di moda, la palestra, ricominciai il giro degli happy hour che dieci anni fa ripartivano con nuova linfa in un crescendo di appetitosi cibi da piattino, tornai nottambulo come diversi anni prima. Non è che avessi smesso, però avevo diminuito molto la frequenza e scoprii che mi ero represso, scoprii che avevo fatto male a farlo perchè forse non essendo più io al 100% avevo messo in crisi me stesso ed il vecchio rapporto sentimentale, per cui mi ripromisi di non ricadere più in questo errore.
Mi dedicai quindi più a me stesso per cui la grande passione repressa spalancò con impeto le porte ed entrò di forza nella mia vita, divenni finalmente motociclista.

Non racconterò qui dell’aggressione gratuita e inspiegabile subita da un puscher ubriaco ed impasticcato, quella me la tengo per la categoria intrattenimento, invece ci tengo a dire che trovai nuovamente l’amore, di quelli che dici “ma come facevo prima?”, di quelli che ti fanno sentire completo, di quelli che pensi a “se ci fossimo incontrati prima”, di quelli che poi alla fine ti sposi!

Così tra il nusco e il brusco si son fatti i 40 e mentre sto ancora giocando a Lasertag con gli amici mi chiedo… “porca miseria ma è tardissimo! Mia madr… ehm… mia moglie mi farà un cazziatore quando torno a casa!” e si perchè 2 anni fa scoprii questo nuovo sport che cambiò di nuovo tutto, conobbi nuovi amici… e beh… oramai dovreste saperlo che… nuovi amici, nuove abitudini, alla fine in giro a giocare con gli amici torna il buon umore, in fondo non serve tanto ad un bambinoNE per essere felice (…e cinque!).

Dopo una vita da mediano con dei compiti precisi, dopo aver giocato generoso, dopo aver coperto certe zone e finalizzato il gioco, dopo essermi bruciato dando troppo, ora che son qui, qui nel mezzo, che faccio?

Sto qui nel mezzo finchè c’è ne ho, ecco che faccio!

RobiFocus

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10 pensieri su “La mia vita da Mediano

  1. Quest’anno tocca anche a me… il bimbo diventa grande a dicembre… ehehe ti farò compagnia… oddio.. grande… diciamo che compierò gli anni.. per diventar grandi c’è sempre tempo XD

    dai che la vita ricomincia ora 😛

    c’è tutto un mondo ancora da vivere, occhio però a non prender più sberle.. quelle sì che alla fine si sentono e tanto 😛

    Auguri bambinone e mangia una fetta di torta anche per me… che poi alla linea ci penserai dopo.. tanto col metodo che ho postato io, in 5 ore torni un figurino 😛

  2. Com’è che io non ho visto questo post, eh? ho capito che non volevi offrire la torta sai?
    Prrrrrrrrrrrrr 😀

    Bellissimo il tuo racconto! Anche io rubavo la frutta, nel giardino delle vecchiette… sapessi le corse col bastone dietro… 😀

    Sai cosa dice mafalda? ” Se la vita comincia a quarant’anni, perchè diavolo ci mandano con tanto anticipo? ”

    Auguriiii!!!!

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