Il Sentiero dei Nidi di Ragno

Come ogni anno i monsoni portarono la pioggia nelle terre del Pakistan, quest’anno però ne portarono così tanta che i fiumi s’ingrossarono tanto che l’esondazione sommerse tutte le terre attorno.

Nella provincia del Sindh, il distretto di Dadu fu devastato da questo fenomeno tanto che delle strade sterrate delle campagne di Shah rimasero solo flebili strisce di terra in mezzo ai campi ricolmi di acqua.

Questa provincia ha antiche origini ed il suo nome in sanscrito Sindhu significa “mare” o “ oceano” proprio perché il Grande Fiume Indo ne attraversa tutta la parte occidentale. Le leggende Indo-Arabe narrano che Indo il fiume sgorgasse dalla bocca di un leone, Sinh-ka-bab e da qui prese il nome di Sindh.

Durante le abbondanti piogge, come se l’antico leone si fosse risvegliato e spalancato la bocca, le acque si gonfiarono a dismisura e tutti fuggirono per evitare di essere travolti dagli impetuosi ruscelli di acqua e fango che riempivano le terre coltivate.

Uomini e animali in fuga attesero che i monsoni si attenuassero e poi ritornarono alle proprie terre, ma qualcosa era cambiato!

I ragni dello Shah avevano trovato un modo per salvarsi dalla piena delle acque, erano fuggiti sugli alberi. L’unica salvezza stava nel trovare un posto rialzato e così decine, centinaia, migliaia di ragni fuggirono lungo le cortecce, i rami e sotto le foglie trovarono la salvezza.

Le nuove improvvisate colonie si ritrovarono ammassate sugli alberi, impossibilitate a scendere per via delle acque abbondanti che non si ritiravano, fecero fronte comune e tessero le loro tele, insieme, in un’unica enorme trama.

Avvolsero gli alberi, loro nuova casa, in un gigantesco bozzolo.

Impossibile per gli insetti dello Shah non trovare la morte in queste fini trappole, e ammirate con curiosità dagli uomini della zona.

Neanche la memoria degli anziani dei villaggi ricorda del Sentiero dei Nidi di Ragno, forse nelle antiche leggende Sindhi o forse ne è nata una nuova

Ora gli uomini proteggono gli Alberi-Bozzolo che a loro volta custodiscono le colonie di ragni che si nutrono delle enormi quantità di zanzare della zona e proteggono gli uomini riducendo il rischio di malaria.

Se seguite i sentieri delle terre dello Shah, nel distretto di Dadu nel lontano Pakistan troverete la vita che ha vinto sulla morte con l’ingegno, la cooperazione e la forza di volontà di un piccolo insignificante ragno!

 

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Liberamente ispirato da un articolo Vanity Fair numero 14  del 6 aprile 2011.

Foto scattate il 7 dicembre 2010. REUTERS / Dipartimento per lo sviluppo internazionale / Russell Watkins.


RobiFocus

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22 pensieri su “Il Sentiero dei Nidi di Ragno

  1. Furbi questi ragni! Certo, a me farebbe troppa impressione vedere quegli alberi pieni di ragnatele, però riconosco che si sono alleati bene: l’uomo li lascia in pace e loro da bravi si pappano le zanzare. Interessante!

  2. mi piacerebbe vederli… ma temo che per me sia un’impresa titanica farlo, ho la fobia dei ragni…

    sicuramente sarà una cosa meravigliosa, poi sapere che è il risultato di una tecnica di sopravvivenza venuta dal nulla, frutto della disperazione…

  3. La storia è molto bella, sarà per questo che dicono che i ragni portano fortuna? Certo però, davvero questi alberi fanno impressione… ma la pianta sta bene con tutta questa ragnatela addosso? Io mi sento soffocare solo a guardare…

  4. Da una grossa inondazione è venuta la “protezione” contro la malaria data dai ragni. C’è sempre una cosa buona quando le cose vanno male 🙂

  5. @Roby: no dai la schiena nooo che poi vado in giro come l’orso yoghi a grattarmi la schiena sugli stipiti della porta… perchè immancabilmente prude proprio lì dove non c’arrivi nemmeno se sei contorsionista!!!! 😛

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