I Diari della Saturn (Tappa 9 – Los Angeles, Santa Monica)

La colazione alla caffetteria di Tusayan, non me la scorderò mai, mi sembrava di stare da Flo (ve lo ricordate quel vecchio telefilm anni 70? Va beh son troppo vecchio ormai), la cameriera era vestita esattamente allo stesso modo, la colazione era strabordante e manco a farlo apposta avevamo preso uova strapazzate e bacon, la tipica colazione a basso contenuto energetico dell’Arizona!

Così mentre Flo ci serviva caffè a profusione attorno a noi il Cafè Tusayan si riempiva di famiglie oversize che si scofanavano il triplo di quello che a noi già sembrava una abbondante american breakfast!

Saliti a bordo della nostra fiammante Silver che ora sapevamo essere una SATURN, ci avviamo per la nostra ultima tappa automobilistica, destinazione Los Angeles, Santa Monica.

Percorriamo quindi la AZ-64 fino ad immetterci sulla Interstate 40 ovvero la vecchia e famosissima Route 66. Il viaggio scorre tranquillo ed il traffico cresce, attraversiamo il confine con la California e dopo poco il panorama si fa ancora più secco di quando eravamo in Arizona, stiamo lambendo i confini del Deserto del Mojave.

Questa tappa è particolarmente lunga, circa 800km, così le tappe per far carburante e ristorarsi sono più numerose. In un autogrill, nel bagno degli uomini scopro come fanno in questi stati a comunicare visto che i cellulari sono un gingillo inutile. Sono lì a guardare il muro mentre mi libero e appeso a 20cm dai miei occhi c’è il catalogo premi dei punti benzina dell’autogrill… ed ecco che vedo la luce… tra i premi ci sono un paio di modelli di CB, le potenti radio che normalmente da noi sono montate solo sui camion o a casa di pochi appassionati. Certo, l’unico mezzo buono per chiedere soccorso se ti si buca una gomma e ti trovi nel mezzo del deserto del nulla… è la radio, come ho fatto a non pensarci prima?

Soddisfatto di aver fatto un’altra scoperta sul selvaggio West, torno in auto per l’ultimo tratto, attorno alla strada cresce rapidamente l’erba e la sensazione di salire è indubbia. Dopo poco ci ritroviamo tra le colline dell’area di Los Angeles, le corsie si moltiplicano a dismisura e la Interstate si trasforma in Highway, quelle dei Chips per intenderci.

Grazie alla Gina, il nostro semi-fidato navigatore, seguiamo facilmente il percorso, l’unico problema è il traffico, un probbblema che attanaglia la città degli angeli, una piaga per cui questa città è famosa in tutto il mondo!

Finalmente a destinazione, la Ocean Avenue di Santa Monica, ci fermiamo davanti al nostro albergo, il Georgian, per scaricare le valigie. Ci piace un sacco, completamente in stile art-decò ha un tocco di stile antico già dal color verde acqua sgargiante che lo fa spiccare in mezzo a tutti gli altri alberghi. Posizione fantastica fronte oceano e vista sul mitico Molo di Santa Monica, quello che si vede in una vagonata di film, il classico posto da appuntamenti tra poliziotti e informatori o tra spie o per gli incontri tra innamorati.

Sorpresa, è veramente un albergo storico, ecco perché era in art-decò, ci è nato così! Inoltre alla reception ci chiedono le chiavi della macchina perché tra i servizi offerti c’è anche il Valet Parking, così lasciamo l’incombenza di parcheggiare la Silver agli addetti e ci dirigiamo in camera.

L’ascensore, i corridoi, la stessa camera, il bagno della camera insomma tutto questo art-decò ci trasporta indietro nel tempo, negli anni 20, in un turbinio di sensazioni ed emozioni che ci rimarranno impresse per sempre, marchiate a fuoco nella nostra memoria.

Rimaniamo qualche giorno per ricaricare le batterie, così passiamo le giornate tra colazioni in veranda vista oceano, passeggiate lungo l’interminabile spiaggia, qualche visita ma poche in città e serate nella zona del molo e delle Promenade, le vie parallele alla Ocean Avenue piene di locali e negozi, in particolare la 3th Street Promenade è il fulcro di questo quartiere dall’aria estremamente europea.

A Venice Beach, una specie di centro sociale sul mare, assistiamo ad un arresto in diretta fatto da poliziotti in bici e autopattuglia tra la completa indifferenza della gente.

Indimenticabile la cena al ristorante Bubba Gump Shrimp Co. dove oltre che ucciderci di gamberi cucinati in mille versioni, scopriamo che il cult movie Forrest Gump è stato girato molto dopo la fondazione di questo ristorante che è datato 1971, per cui ci assale il sospetto che parte dei racconti del film, se pur romanzati, siano veri!

Facciamo chiaramente un giretto sulla Rodeo Drive per un po’ di sano windows shopping ma per il resto non visitiamo nulla di quello che avevamo pensato di vedere, troppo presi dal mare, non riusciamo a staccarci da Santa Monica, dove riesco anche a convincere mia moglie a fare un giro in bici (cosa impensabile in altri luoghi per chi la conosce).

Una sera ci concediamo anche un tentativo in un ristorante italiano, cosa che normalmente non facciamo all’estero, così ci infiliamo da Il Fornaio dove troviamo un ambiente molto accogliente, dato che è pieno ci indirizzano al bancone del bar dove ci prendiamo un drink in attesa che si liberi un tavolo. I camerieri sono gentilissimi e ci portano ai nostri posti dopo neanche un quarto d’ora d’attesa, ci servono del pane caldo di tipo pugliese, spettacolare, con tanto di pinzimonio e aceto balsamico per spilucchiare in attesa dei Primi che abbiamo ordinato. Pasta squisita e al incredibilmente dente! Il vino che ci viene servito è rigorosamente italiano e il dessert è all’altezza del resto, insomma una vera delizia e chiaramente una sorpresa inaspettata quanto gradita.

I giorni a Santa Monica scorrono rapidamente e dopo 4 nottate al Giorgian è arrivato il momento di prendere il volo per la nostra prossima tappa, Boston.

Stavolta ci spiace proprio lasciare l’albergo, questo posto ci è rimasto nel cuore e se la vita dovesse prendere un percorso diverso da quello che segue ora, il pensiero di trasferirsi qui prenderebbe seriamente forma.

RobiFocus

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5 pensieri su “I Diari della Saturn (Tappa 9 – Los Angeles, Santa Monica)

  1. dai dai dillo che sul molo ti dei fatto leggere la mano da una di quelle spettacolari e variopinte fregasoldi… ahahahah
    mia sorella Louise e la sua famiglia abitano a Oceanside, lì hanno una piccolissima agenzia turistica. hai presente quelle agenzie turistiche formato famiglia che per accontentarti fanno miracoli? ecco uno di quelle… la cittadina è nella contea di San Diego e nonostante disti pochissimo da LosAngeles, io quella città l’ho vista 3 volte e ti assicuro che due di queste erano troppe…
    preferisco santa Monica, santa Barbara… insomma posti meno “costruiti”.
    Ricordi quando dissi che Frisco è una città che ti lascia dentro molto? che ti arricchisce?… ecco… la sensazione di Los Angeles è tutta il contrario… non mi piace proprio e non perchè c’è Hollywood con tutti i suoi ricconi… la trovo una città autocostruita ed autocelebrativa…
    come hai ben capito preferisco cittadine più spontanee… sono dell’idea che San Diego è molto più una città dall’anima propria…

    comunque bella tappa, peccato che la della Route66 ne hai fatto un piccolo pezzo 😀 però lo hai sempre fatto ehehehe

    • Beh ma infatti Los Angeles alla fine l’abbiamo praticamente snobbata 😀 come ho scritto non riuscivamo a staccarci da Santa Monica e zone limitrofe.
      San Diego ci sarebbe piaciuto in sacco visitarla ma era troppo lontana per aggiungere quella tappa, e poi avevamo bisogno di fermarci un pò 🙂

  2. Noi invece abbiamo fatto l’opposto, siamo passati per SanDiego e Los Angeles…io speravo di incontrare l’A-Team….invece niente!!!

    Però gli Hollywood Studios sono divertenti ^___^

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