16 Giugno – Mozambico

Ciao carini come state? Rieccomi a voi!
Il viaggio prosegue splendidamente: il Mozambico e’ un paese meraviglioso e finalmente fa caldo!

Il primo incontro devo dire che e’ stato un po’ scioccante: passato il confine dal Sudafrica, ci siamo fermati in un campeggio (in realta’ un cortile) che all’entrata aveva una guardia con kalashnikov.
Non incoraggiantissimo.
La mattina al posto del tradizionale gallo, la sveglia e’ stata con un po’ di spari che hanno fatto scappare i maiali del cortile a fianco.

Maputo mi e’ piaciuta un sacco: dopo il Sudafrica si sente un po’ di vena e di calore latino. e poi è un po’ un tuffo indietro nel tempo: le strade hanno ancora i nomi dei rivoluzionari comunisti- Engels, Marx, Mao Tse Tung, Allende e poi tutti i leader africani- buoni e cattivi: Niyere, Siad Barre, Cabral, Modlane… le strade sono larghe ed alberate, c’è un sacco di gente indaffarata in giro e da’ la sensazione di una città in evoluzione e crescita.

Per strada poi c’e’ un universo: venditori, ciabattini… mi sono fatta aggiustare i miei sandaletti scalcagnati da uno di loro, che mi ha dato un paio di pantofole dorate mentre aspettavo.
Ci mettiamo a parlare in una specie di portoghese.
“Di dove sei?”
“Italiana, di roma.”
“Roma?”
“si, la capitale d’Italia.”
“Capitale?”
“Si, come Maputo in Mozambico.”
“AHHH! Roma, la Maputo d’Italia!”
“… ecco, diciamo di si… “

Partiti da Maputo, siamo andati verso nord, a barra. spiaggia meravigliosa, sabbia bianca-mare turchese-palme… finalmente siamo sull’oceano indiano!

Ci incontriamo con Sam, una ragazza conosciuta a Maputo, tipa fantastica e completamente matta che ci accompagnerà per un pezzo di viaggio.
Compriamo gamberetti e avocado al mercato del paese e cucino una signora pasta coi gamberi… che durante la notte si vendicano!
Giornata passata a dormire per riprendermi, e il giorno dopo freschi come delle rose ripartiamo verso Vilankulo. (il Mozambico e’ pieno di posti con nomi così).
Andiamo al mercato del paese, un carnaio di bancarelle, gente dappertutto che urla litiga e ride, musica a palla, odore di pesce e di pane, e immediatamente un codazzo di ragazzini che ci segue e ci tira di qua’ e di la’- e che quando partiamo con la macchina ci si aggrappa dappertutto!

Il giorno dopo in giro per il paese, Mac si fa tagliare i capelli a zero da un barbiere del posto molto perplesso, che non sa bene cosa fare- pare sia il primo bianco che abbia rasato- mentre io mi faccio prendere dal momento della maestrina e insegno le tabelline a un bambino che voleva vendermi un cesto.

In un bar sulla spiaggia incontro una coppia del posto, lei una signora robusta e gioviale, lui un ex giornalista, ex combattente per il Renamo, il partito di opposizione, durante la guerra civile, ora politico per il neo fondato partito per la pace, la democrazia e lo sviluppo.
Visto che non sono riusciti a sfondare la soglia del 5% il signor Tambara al momento si dedica alla pesca.

La mattina dopo, via per due giorni in barca alle isole dell’arcipelago di Bazaruto– meravigliosi!
Faccio snorkelling, vedo un polipo nuotare e mimetizzarsi su una roccia, una murena di 2 metri che scappa da una roccia a un’altra e pesciazzi colorati a gogo’; e poi su per le dune di sabbia in queste isole verdissime, a godersi un tramonto spettacolare sul mare.
Sotto di noi una laguna infestata dai coccodrilli, che un ragazzino del posto insegue e fa scappare in acqua- non so bene se era un gioco o una sottile forma di selezione naturale.

Salutiamo Sam e prendiamo un altro passeggero, Paul, un americano 66enne in pensione che sta girando da 6 mesi per l’africa con zaino e sacco a pelo (no, non si e’ perso!!).

Prima tappa Beira, dove vado a vedere le operazioni del WFP, e poi su verso nord, per arrivare qui a Ila de Mozambique.

Lungo la strada continuiamo a collezionare campeggi improbabili: dopo cortili e giardini, un pantano di sabbia pieno di roulotte abbandonate e il parcheggio di una fabbrica di infissi.
E’ pieno di gente che vende di tutto: stanno lì sul bordo della strada col braccio teso verso le macchine (anzi la macchina, la nostra! Raramente incontriamo altri veicoli) e le loro mercanzie in mano: noci cashew, banane, pomodori, bottiglie di miele, ananas, gamberoni e polli vivi che svolazzano sfiniti.

In una provincia e’ pieno di donne con ombrelli parasole e uomini in bicicletta.
Ila de Mozambique e’ stupenda: isoletta lunga 3 km e larga forse 500m, collegata con un ponte alla terraferma, ex capitale del Mozambico ai tempi dei portoghesi fino alla fine del secolo scorso, è piena di edifici coloniali abbandonati e decadenti, alcuni restaurati- case colorate bellissime lungo il mare, chiesette bianche e un forte militare.
Dappertutto alberi pieni di liane si mangiano muri e case.

Conosciamo una ragazza cinese, e scopro che in cinese la via lattea si chiama fiume di stelle. bello, no?

Ieri lunga sosta davanti a un gruppo di donne che giocava a una specie di baseball: due cercano di colpire con una palla di stracci la terza che sta in mezzo e deve riempire una bottiglia di sabbia (sempre meglio che inseguire coccodrilli).
Una delle giocatrici ogni tanto doveva interrompere per allattare il figlio, ma appena questo smetteva di piangere lo mollava a qualcuno e tornava a giocare.

Oggi giornata tranquilla e domani su verso Pemba – e poi Tanzania!

Un bacio a tutti
L.

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